Nuova SONY A7RIV: Parmenide e gli spostamenti incrementali

La nuova A7RIV o R4 come la chiamerò affettuosamente da qui in avanti  (il riferimento automobilistico è fatto con sincero affetto per certi vecchi sogni di libertà) è una macchina rivoluzionaria. Una macchina che scatta a 10 fps con 61Mp, nota bene mantenendo AF e esposizione attivi…ricordiamo che una Nikon Z7 perde AF e esposizione a 4 fps ! Una macchina con un EVF nuovo allo stato dell’arte, AF con vero Tracking! e funzionante anche in stop-down grazie a una nuovissima modalità…O il nuovo fantastico Pixel-Shift che produce immagini con “veri” 240 megapixel…davvero tantissime cose nuove che andranno studiate e descritte per bene.

Per ora però vorrei solo fare un po’ di filosofia 😉 

 

Vorrei parlare qui della risoluzione della R4. Sono 61megapixel, ossia la più alta risoluzione mai installata su una fotocamera Full Frame. Se non vogliamo parlare del numero totale, parliamo pure del valore lineare: quasi 9600 pixel sul lato lungo! Non è l’unico elemento rivoluzionario di questa macchina, ma mi ha affascinato per il modo in cui (non) è stato capito da alcune persone.

In particolare le truppe cammellate Nikon sono insorte per negare l’importanza di questo aumento sostenendo che si tratta di un aumento “ininfluente”. Negare l’importanza degli aumenti incrementali porta necessariamente a sostenere che una fotocamera da 61mpx funziona bene come una delle prime digitali da 2mpx!

 

Ma quello che mi affascina di più è la difficoltà di alcune persone di capire il fatto che scostamenti anche  infinitesimali conducano a scostamenti “finiti” e quindi misurabili.

Non è una difficoltà nuova e il famoso paradosso descritto da Aristotele quando a sua volta descrive il concetto di Zenone (a sua volta derivato da Parmenide) dimostra questa difficoltà. In sostanza Zenone sosteneva che Achille che corre non avrebbe mai raggiunto una tartaruga che “cammina” perchè a ogni suo spostamento sarebbe corrisposto uno spostamento della tartaruga.

Devo dire che il “paradosso di Zenone”, come viene comunemente chiamato, è in realtà molto interessante perchè è stato uno dei primi a individuare il concetto di infinitesimo. L’errore però è stato quello di non capire che non tutti gli infinitesimi …nascono uguali. Se prendiamo la definizione basica di velocità ossia v=ds/dt (ricordo che ds/dt come tutte le derivate è un limite, in questo caso per l’incremento temporale che tende a zero) e la applichiamo a due corpi che si muovono con velocità diverse dovrà necessariamente essere che per ogni dato intervallo di tempo dt i valori ds1 e ds2 saranno diversi.

Il campo del calcolo infinitesimale sarebbe stato poi meravigliosamente spiegato da Newton, l’Anglo che tanta ala vi stese, in quasi contemporanea col buon Leibnitz, che però non raggiunse mai la purezza della dimostrazione di Newton, forse perchè era troppo occupato a litigare con Spinoza e a scrivere le sue dimostrazioni sull’esistenza di Dio…lavoro che ahimè avrebbe lasciato ben pochi frutti all’umanità…forse perchè  fundamentally flawed?

Tornando a noi, non vedo l’ora di poter provare la R4 e di descrivervi le mie impressioni.

 

Per ora vi lascio con un’altra a chicca: le truppe cammellate Nikon hanno divulgato un nuovo Bollettino di Guerra: le SONY (tutte le SONY!) producono un incarnato magenta anche usando i RAW.

Lo so, è un brutto colpo per noi utenti SONY, ma riprendiamoci pensando che almeno noi conosciamo il significato di profilazione colorimetrica di una periferica e sappiamo che i RAW non hanno colori, quelli vengono “creati” dai profili che possono essere creati ed editati a proprio gusto.

Volendo posso creare un profilo che renda il cielo verde, la pelle blu e l’invidia…quella purtroppo resta sempre VERDE con qualsiasi profilo 😆 

 

Nuovo firmware 5.0 per Sony A9: tecnologia aliena?

Oggi, 25/03/19, è stato rilasciato il nuovo firmware 5.0 per la Sony A9. Lo trovate qui

Non si tratta di un semplice aggiornamento, ma di una vera  propria rivoluzione che cambia completamente la fotocamera portandola a livello di una immaginaria A9 Mk2. Cambia di tutto, dai nuovi menù, alle nuove customizzazioni, alla spiegazione di ogni opzione del menù tramite tasto apposito. Sono state eliminate anche alcune vecchie carenze della vecchia A9, come la gestione non ottimale delle due schede di memoria. Come dite? le Nikon ML non hanno questo problema? :mrgreen:

Ma naturalmente la vera rivoluzione sta nel nuovo AF che si basa su tecnologia AI e cioè Artificial Intelligence.  le novità sono molte ma le più importanti sono nella modalità Eye-AF che non richiede più l’azionamento di una tasto preimpostato, ma funziona in automatico e l’AF “Tracking” che soppianta le vecchie modalità Lock-On con un nuovo algoritmo che si basa su nuovi parametri e offre un’esperienza d’uso totalmente nuova e inaspettata

I risultati sono incredibili. La tenacità dell’AF-C è “pazzesca”. C’è una sola spiegazione: si tratta di tecnologia aliena 😀 

Questo articolo di Ultrasony.com  crescerà man mano che svilupperò i miei test, ma una cosa è chiara fin d’ora: La A9 con questo firmware si colloca su un livello di velocità e di precisione dell’AF che supera qualsiasi altra fotocamera, compresa la Nikon D5 e la Canon 1Dxmk2.

Vorrei aggiungere due commenti importanti:

1. Il nuovo firmware resetta completamente le impostazioni, è come se si avesse una fotocamera nuova. Salvare i settings 1, 2 e 3 su una scheda SD non funziona. Ho letto molti commenti negativi in rete, ma ragazzi… è ovvio perchè le vecchie impostazioni in moltissimi casi… non esistono più! Quindi, sì, è una scocciatura, ma ripeto abbiamo per le mani una macchina nuova: pensate che dopo l’aggiornamento vi verrà chiesto quale lingua impostare, Area geografica, data e ora. Sarebbe come pensare di trasferire le impostazioni da una A7M2 a una A7M3.

2. La vecchia app PlayMemories Mobile è stata discontinuata e sostituita da una nuova che si chiama Imaging Edge Mobile che trovate qui. Aggiungerò prossimamente anche il test di questa nuova app.

A presto, per le analisi più approfondite e le foto sul campo.

Rapido confronto di risoluzione: Sony FE 24-105mm f/ 4 vs Nikon S 24-70mm f/4

Durante questi ultimi mesi mi è capitato di usare la Nikon Z7 varie volte e molto spesso col suo zoom standard e cioè il 24-70mm f/4 Nikkor S.

Ho letto molti commenti positivi sul nuovo Nikon S e in effetti nell’uso l’ho trovato sempre soddisfacente. Tuttavia mi era sempre parso di trovare una certa “morbidezza”, possibile segno di una risoluzione non ottimale. E così ho deciso di condurre una prova veloce per confrontare il Sony 24-105 f4 contro il suddetto Nikon, montati rispettivamente su A7RIII e su Z7, in modo da avere risoluzioni di sensore molto vicine.

Ho usato una mira ottica e anche una banconota da €5, con le macchine saldamente montate su un solido cavalletto.

I risultati hanno purtroppo confermato la mia impressione: il Nikon S soffre di una risoluzione appena sufficiente ai bordi a TA, ma anche a diaframmi più chiusi. Migliora man mano che ci si avvicina al centro.

Il risultato del Sony FE è invece eccellente, come avevamo già avuto modo di vedere nel test vs il Sigma Art 24-105. Questo obiettivo è talmente buono che toglie la necessità di avere una serie di fissi e quindi anche il piacere del giocare con i bellissimi fissi Sony 😉

Di seguito non mostrerò tutta la massa del confronto, ma solo alcuni crop interessanti, anche a f/5.6
Vediamo dunque questi confronti.

Sony a sinistra e Nikon a destra

Iniziamo con la focale di 70mm, angolo in basso a sx. Si vede chiaramente la perdita di contrasto del Nikon e la mancanza di risoluzione dei dettagli più fini

Ricordatevi di cliccare per “aprire” le varie immagini.

 


Adesso passiamo al centro, sempre 70mm  ma a f/5.6, vediamo che la differenza è quasi nulla, si nota una maggiore incidenza di “false colors” nel Nikon, ma si tratta di una differenza minore.

 

Ora passiamo a 35mm f/5.6 centro, anche qui la resa del Nikon è discreta, ma non eccezionale e comunque inferiore a quella del Sony:

 

E infine vediamo la focale più corta, iniziando dal centro a f/4

 

E ora sempre 24mm f/4 ma vediamo l’angolo in basso a sinistra

 

In quest’ultimo confronto si vede che la resa del Nikon è scarsa e insufficiente per un obiettivo di questo prezzo.

Se lo confrontiamo col 24-70VRI o VRII direi che le lenti Nikkor sembrano avere spesso un problema con la risoluzione ai bordi del fotogramma, cosa di cui le Canon, per esempio, non soffrono in modo così particolare. Forse è questione di priorità nel progetto degli obiettivi.

A titolo di curiosità pubblico anche un confronto tra il Sony usato in modalità Pixel-Shift e il Nikon (non dispone di pixel-shift). Qui siamo al centro, 35mm e f/5.6. Lo scopo è quello di vedere che cosa possono produrre le due fotocamere usando il massimo delle loro potenzialità… and the winner is…

 

… la differenza col Pixel-Shift è “devastante”. Non capisco come alcuni utenti non abbiano ancora imparato a usarlo e sostengano che non produce vantaggi…boh! Naturalmente il vantaggio è molto ampio anche rispetto alla stessa A7RIII in modalità normale. Potete leggere il mio articolo sul Pixel-Shift per ulteriori informazioni

Aggiungo che ho condotto molte prove anche all’aperto e sulle famose mire ottiche che non vedete qui, ma i risultati sono sempre questi. Ripeto, lo scopo non era condurre un test scientifico, ma un semplice e veloce confronto che tutti possono fare a casa loro.

 

NOTA BENE:

La risoluzione naturalmente è solo uno degli aspetti che rendono un obiettivo desiderabile. Devo dire che il Nikon S ha mostrato ottime doti di contrasto, resistenza al flare e anche uno sfocato di qualità. La velocità dell’AF per ora rimane un’incognita data l’estrema lentezza dell’AF-C sia sulla Z6 che sulla Z7, vedremo quando uscirà la “Z9” come si comporterà.

 

CONCLUSIONI:

La risoluzione del Nikon S 24-70 f/4 è risultata appena discreta e chiaramente inferiore da quella del Sony 24-105mm f/4 che pure dovrebbe pagare dazio per avere un’escursione più ampia. E’ sicuramente un’occasione persa per Nikon che ha in questa lente una specie di biglietto di invito ..per ora obbligatorio . Il famoso bocchettone ampio che “cattura la luce” 😯 (come da pubblicità Nikon) e che dovrebbe consentire ai raggi luminosi di incidere con un angolo più favorevole sul sensore, non ha dimostrato nessuna utilità pratica alla sua prima uscita. E’ possibile che dimostri comunque il suo vantaggio su ottiche più “spinte”

Noto anche che molti utenti Nikon onestamente credono di avere per le mani una grandissima lente.. dev’essere la forza dell’autosuggestione perchè questa lente è solo leggermente migliore dell’imbarazzante Nikon 24-70 f/2.8 VRII (o VRI for that matter)

Il successo futuro delle Z dipenderà molto anche dalla capacità di produrre lenti con migliore risoluzione effettiva.

EDIT

Un mio amico mi ha allertato che ci sono in corso interessanti discussioni su più di un forum riguardo al mio articolo. La cosa un po’ mi spaventa un po’ perchè questo sito vuole essere solo un punto di riferimento tra un piccolo gruppo di fotoamatori un po’ controcorrente, un po’ smanettoni e un po’ differenti…non certo un sito mainstream. Lo mantengo apposta libero ai commenti senza bisogno di registrazione affinché sia il più libertario possibile. Chiunque può scrivere qui.

Infine vorrei anche confessare che il mio primo e grande amore fotografico è stato e sempre sarà Nikon e mai farei commenti cattivi o non giustificati contro la vecchia Kogaku. Però, in questo momento storico, Nikon non mi offre le soluzioni che mi offrono le “playstation” 😉  Grazie per i contributi “indiretti”.

 

DPReview stronca l’AF della Nikon Z7

In questo articolo  pubblicato oggi 24/10/18, DPReview ha letteralmente stroncato l’AF della Nikon Z7. Questo giudizio, così insolitamente tranchant, è giustificato?

Se leggete la mia prova della Z7, vedrete che sostanzialmente i risultati di DPReview sono allineati con i miei. I problemi principali sono:

  1. La macchina ha un ottimo AF-S ma il suo AF-C è praticamente inutilizzabile.Devo dire, anzi ripetere, che la Z7 NON è una macchina di azione. E’ una macchina per scatti calmi, meditati e moolto lenti! Io aggiungo che Il problema non è solo l’AF-C molto deficitario, ma anche la raffica che ha una velocità di soli 5.5 fps (con AF e Esposizione automatica) e un buffer minuscolo che si riempie dopo soli 13 scatti RAW (contro gli 83!!!  della SONY A7RIII per dare un riferimento)
  2. Il rilevamento del volto (face detection) è incerto, lento e poco affidabile. Io aggiungo che ha una strana propensione per scambiare le orecchie delle persone con le loro facce!
  3. Tutto l’AF soffre le scene buie e sostanzialmente si ferma 2 EV sotto alle SONY e alla ML Canon
  4. Il Menu dell’AF è poco flessibile e le impostazioni sono farraginose e incomplete.

Tuttavia, secondo me, la Z7 per tutto il resto è una macchina bella, che si usa con felicità e che può dare molta soddisfazione ai suoi proprietari.

Naturalmente il suo prezzo attuale di 3950€ è veramente sbagliato. Dovrebbe essere, secondo me, di circa 500€ sotto a quello della SONY A7RIII, quindi intorno ai 2500€. Così sarebbe nel giusto rapporto non solo con la  superiore SONY A7RIII (mi spiace ma è così), ma anche con la Nikon D850.

Come vanno le vendite della Z7? ho parlato con 3 rivenditori “grossi” e la risposta è che si vende, ma poco per ora. Però, tutto sommato, in linea con le previsioni. Bisognerà aspettare la fine dell’anno (2018) per trarre le prime conclusioni.

Prova della Nikon Z 7 – Autofocus e Raffica (Parte 2)

In questa seconda parte parleremo dell’AF della Z7 e vedremo come si comporta rispetto alla SONY A7RIII che è la sua diretta (e unica) concorrente. Per queste prove ho usato lo zoom Nikon S 24-70mm f/4 e per la SONY lo zoom 24-105mm f/4, quindi due lenti native in entrambi i casi

1. AF-S e cioè Autofocus Singolo

Diciamo subito che la Z7 realizza quello che promette: i suoi 493 punti di PDAF (a rilevamento di fase ) coprono realmente quasi tutto il fotogramma e rispondono in modo preciso e veloce. La SONY A7RIII ha una copertura leggermente inferiore: è possibile impostare un’opzione per vedere dove arriva la PDAF. OT. E’ curioso che il nome dell’opzione Sony sia “Phase Detect Area” per cui gli utenti più sprovveduti (vedi i i fanboys dei grandi siti) hanno capito che serva per attivare o disattivare l’AF a rilevamento di fase 😎 invece attiva solo la cornice che mostra l’area dove ci sono i sensori PDAF. Sulla A7III “liscia” i punti PDAF coprono tutto il sensore e questa opzione è sparita giustamente del menu.

Usato nella sua funzionalità basica non ho trovato nessuna differenza tra la Z7 e la A7RIII. Ho cronometrato i tempi, fatto prove incrociate, ecc. Chi dice che una sia meglio dell’altra si sbaglia, non dategli retta 🙂

1.1 AF-S in condizioni di luci precaria

 La Z7 si pianta un po’ prima della A7RIII. In pratica la SONY ha un AF-S che funziona fino a circa 2 EV sotto alla Nikon Z7. Ma in ogni caso hanno entrambe una enorme capacità di “vedere al buio”

1.2 Pinpoint AF

La Nikon ha una funzione che si chiama “Pinpoint” AF e cioè AF di precisione. Anche la SONY ce l’ha e si attiva ingrandendo la visione a mirino e premendo il bottone AF: appare un puntatore a croce che va posizionato sul punto prescelto per la nostra messa a fuoco. Il puntatore può essere spostato tanto dal joystick come dalla rotellina.

Col pinpoint, In entrambe le macchine la modalità di maf passa a rilevamento di contrasto che assicura la massima precisione a scapito di una perdita di velocità.

I risultati sono ottimi in entrambe le macchine. Devo aggiungere che la modalità basica PDAF è comunque così precisa che non ho trovato in pratica nessun miglioramento con questa modalità “speciale”. E’ utile nel caso di particolari molto minuti che siano difficili da identificare nella modalità basica.

2. AF-C e cioè AF Continuo

La Z7 ha un numero di opzioni molto più limitato della A7RIII, il che rende la selezione più semplice ma limita di la scelta ottimale. Le opzioni della A7RIII sono realmente moltissime ed è necessario STUDIARE per capirle! Altrimenti si finisce per non capire come funziona il menu, criticandolo per la sua presunta “confusione”. Signori, si tratta di COMPLESSITA’ non di confusione.

Anticipo subito che in tutto questo comparto la Nikon Z7 soffre parecchio. Tutto quello che ha a che vedere con la velocità non è pane per i denti della Z7

La capacità della Z7 di agganciare al volo gli oggetti movimento è  discreta, ma non eccezionale. La A7RIII in questo senso si comporta molto meglio anche non arriva ai livelli della A9 o di una Nikon D5.

2.1 Riconoscimento del viso

Qui le cose si complicano parecchio per la Z7. Il riconoscimento del viso funziona, ma in modo precario. La dimensione della cornicetta identificativa continua a cambiare e crea ansia nell’operatore. Inoltre ha uno stranissimo bug e cioè quello di scambiare l’orecchio umano visto di profilo col volto di una persona!! Sembra strano ma mi è successo varie volte.

Non è vero che la Z7 mette a fuoco sempre sull’occhio più vicino. Ho fatto prove con soggetti posti ad angoli di 30-45° e la maf cade sostanzialmente in modo aleatorio. Per le riprese frontali c’è di buono che non prende il naso.

Il riconoscimento generico del volto sulla A7RIII funziona in modo non molto diverso ma ha il vantaggio di mantenere fissa la dimensione della cornicetta identificativa e soprattutto di essere molto “tenace” una volta identificato il viso quando ci siano movimenti di questo. L’uso della A7RIII risulta più “solido”

2.2 Eye-tracking

Qui facciamo presto perchè sulla Z7…non c’è. Ritengo che questa sia realmente la più grave mancanza della Nikon perchè l’eye-AF per chi si è abituatoa usarlo  è diventato ormai una seconda pelle, un modo di lavorare naturale. L’aggancio dell’occhio sulla A7RIII è velocissimo, dopo di che la “tenacità” della maf è INCREDIBILE.Il progresso dalla versione II è enorme.

Questa funzionalità da sola vale i 1000€ di differenza di prezzo tra la A7RIII e la Z7…come dite? i 1000€ sono a favore della SONY? ma dite sul serio? ma dai, non può essere…

2.3 Inseguimento generico

Avevo a disposizione solo il Nikon 24-70mm f/4 e quindi non ho potuto fare prove con lunghezze focali maggiori. Avrei potuto provare il mio Nikon 300mm f/2.8 AFS II (quello di magnesio) con il FTZ…ma mi sono dimenticato! accidenti.

Comunque ho fatto la prova della ragazzina che corre a zig-zag verso la camera. Alcuni prendono in giro questa prova, evidentemente non sanno che qualsiasi test che è in grado di portare al limite l’oggetto testato è un test giusto. Se si creano situazioni di stress per l’oggetto del test vuol dire che il test è utile. Forse l’idea di una ragazzetta che corre solletica i sensori risaioli. In ogni caso…è proprio quello che ho fatto!

Analizzando i risultati mi sono reso conto che  esiste una discriminante tra le due macchine che è la distanza al di sotto della quale l’AF perde l’aggancio. In sostanza entrambe le macchine fanno un buon lavoro fino a una certa distanza di avvicinamento.

Questa distanza è di circa 5 metri per la Z7 e di circa 1 metro per la A7RIII. Qui sotto possiamo vedere alcune foto di esempio (to be uploaded soon)

[Inserire foto]

Naturalmente ricordiamoci che la SONY scatta a 10 fps e la Nikon a 5.5 fps se vogliamo mantenere l’AF e l’esposizione automatica. E ovviamente lo vogliamo! Quindi il tempo che la Nikon aveva per fare i calcoli dell’AF era doppio della SONY e ciò nonostante non riusciva a tenerne il passo. E’ importante ricordarsi di questo dettaglio”

3. Raffica: buffer e fps

– Buffer. Il risultato della Nikon è davvero scarso e secondo me inaccettabile su una macchina da 4000€ 😯 : impostando i RAW compressi e lo scatto a raffica H+, sul mirino appare un tristissimo r12. Vuol dire che la raffica dura solo 12 scatti!!

Sulla SONY A7RIII nelle stesse condizioni la raffica dura per ben 83 scatti contro i 12 della Z7! La differenza è enorme e la dice lunga sul differente grado di sviluppo del processore SONY rispetto al Nikon. Rimane inoltre l’amaro in bocca perchè la Nikon usa le velocissime schede XQD mentre la SONY usa le vecchie SD seppure nella loro ultima versione.

– Fps. La velocità della raffica “vera” e cioè con attivazione di AF e Controllo dell’esposizione è di 10 fps per la SONY e di soli 5.5 fps per la Nikon, il che rende ancora più imbarazzante il confronto. Parliamo di macchine di due generazioni diverse, evidentemente

 

Conclusioni su AF e Raffica

La Nikon Z7 conferma di essere una macchina da fotografia statica, con un ottimo AF-S molto preciso anche nella modalità PDAF. Il Pinpoint aggiunge la possibilità di selezionare elementi minuti. La SONY A7RIII funziona in modo simile, ma ha una zona PDAF ridotta rispetto alla Nikon. Non è un grande problema visto che al di fuori di questa zona funziona l’AF a contrasto, ma c’è una piccola perdita di velocità. Questa sua vocazione viene confermata dalla qualità stellare del sensore a ISO 64, come vedremo nelle prossime puntate.

Sulla modalità AF-C la Z7 conferma che non è nata per la velocità: ama i ritmi tranquilli di un gentiluomo di campagna. Il famoso video del lancio della Nikon Df col gentiluomo di campagna che cammina per i moors sarebbe stata perfetta per questa macchina. Bassa fedeltà del riconoscimento del viso, mancanza totale dell’eye-AF  e limitazione nel tracking del movimento sono le sue principali carenze.

Ma d’altronde, con un buffer di 12 scatti a che cosa serve l’AFC per l’inseguimento? che cosa vuoi inseguire? :mrgreen:  :mrgreen: 

La SONY A7RIII conferma invece le sue ottime doti velocistiche. Non è al livello della A9 o della Nikon D5, ma fornisce un’eccellente risposta alle situazioni più comuni. Brava SONY!!

Nota per gli amici Nikonisti che mi leggono qua: in questa puntata avete preso un po’ una batosta, ma insomma si sapeva che velocità non fa rima con Z7. Quando parleremo di qualità pura dell’immagine vi tornerà il sorriso 😀

 

Prova della Nikon Z 7 – Aspetti Generali (Parte 1)

Ho avuto la fortuna di aver in prova la Z7 tra i primissimi in Italia, nella seconda metà di settembre (siamo nel 2018 per voi che mi leggete nel 2700). L’ho avuta per quasi una settimana e ho avuto modo di scattare migliaia di foto con essa.

Vi avviso subito che parlerò solo degli aspetti che mi sembrano importanti. E’ impensabile per me scrivere un trattato completo su queste macchine. Quindi…pochi punti…ma buoni!

Una cosa è certa: la Z7 e la A7RIII hanno tantissimo in comune e vederle insieme suggerisce un forte “heritage” comune. Sono due sorelline, molto più simili tra loro di quanto si possa immaginare o di quanto molti commentatori abbiano rilevato. Eccole qui con lo zoom 24-105mm f/4 per la SONY e lo zoom 24-70mm f/4 per la Nikon

Premessa e disclaimer

Io oggi uso prevalentemente Sony, ma mantengo anche un corredo Nikon. In ogni caso ho usato Nikon dall’alba dell’epoca digitale (ho posseduto D100, D2x, D200, D300, D3, D3x, D300, D700, D7000, D7100, D7200 e D800E) e quindi conosco molto bene queste fotocamere.

Essendo questo un sito dedicato alle Sony ed essendo libertario e libero da censura, farò spesso riferimento alle fotocamere Sony e soprattutto alla Sony A7RIII che è la diretta concorrente di questa Nikon. Vedremo insieme alcuni confronti che ci aiuteranno a capire le differenze e i punti di forza rispettivi.

1.0 Aspetto esterno

Per chi ha già una Nikon il tempo di adattamento alla nuova Z7 è …zero. I controlli, il menu e i comandi stanno esattamente dove li ricordiamo. Ovviamente, essendo una ML (Mirrorless) ha alcune opzioni in più che vanno studiate. Ma la macchina è davvero usabile dal primo istante. Very good!

L’aspetto generale è di grande qualità come ci si può aspettare. I materiali sono di alta qualità e anche il “finish” è molto ben fatto. Seguendo un commento che ho trovato, ho provato ad annusare la Z7, ma purtroppo aveva solo un leggero odore di muffa, dovuto, immagino, al trasporto. Dopo due giorni di operazione non aveva più nessun odore..o forse aveva il “mio” odore :mrgreen:

1.1 Come sta in mano e che aspetto ha rispetto alla Sony A7RIII

Le due macchine sono entrambe splendide: se chiudo gli occhi e ripenso al passato mi sembra quasi incredibile che la tecnologia sia arrivata a questi livelli 🙂 

Per la Z7 Nikon ha scelto una via conservatrice e cioè ha fatto una macchina che fosse il più possibile simile a una reflex.

E’ evidente il compromesso ricercato tra una macchina che fosse abbastanza grande da cadere bene in mano ma che fosse anche visibilmente più piccola rispetto a una reflex per non deludere le aspettative degli utenti che in base alle ricerche di mercato volevano qualcosa di “più piccolo” e “più leggero”. In questo senso il compromesso è perfettamente riuscito.

In poche parole, La Z7 è larga e alta circa 1cm in più della Sony. Se avete mani non da orso polare riuscirete ad appoggiare il mignolo sulla presa di destra. Con la Sony invece il mignolo va a mettersi sotto la calotta inferiore. Personalmente preferisco il modo Sony, ma la differenza è piccola e YMMV

Ci sono tantissimi bottoncini sparsi per tutta la macchina. Sulla Z7 si chiamano coi soliti nomi Nikon che conosciamo bene. Personalmente anche qui preferisco la scelta di Sony che ha optato per la rottura col passato e ha progettato una specie di “base tecnologica”, uno strumento tecnologico che è una piattaforma di comando coi bottoni che si chiamano C1, C2, C3,… e così via. So che i detrattori chiamano la Sony  “PlayStation”, ma secondo me senza volerlo, le rendono il migliore complimento possibile. La Sony non è una macchina fotografica tradizionale, ma una base tecnologica con cui scattare foto.

I bottoni e i comandi della Z7 sono solidi e ben fatti. La rotella “PASM” forse si poteva risparmiare (come anche sulle Sony). I bottoncini sono ben rifiniti e con una bella risposta. La rotella Nikon è “spring-loaded” e cioè ha una molla che offre una certa resistenza all’avanzamento. E’ sicuramente gradevole e al tatto e forse è più rassicurante della Sony anche se meno diretta.

Il piccolo schermo LCD sulla piattaforma superiore secondo me è totalmente inutile. Lo schermo posteriore offre le stesse informazioni in modo più visibile. Penso che si poteva risparmiare qualche cosa eliminandolo.

1.2 Pesi

Naturalmente ci sono i dati ufficiali, ma vediamo quanto pesano “in uso”, con batteria, schede e con la cinghia in dotazione che è il modo in cui io le uso. Forse la cinghia non tutti la usano, ma presumo che usare la batteria e almeno una scheda sia una prassi abbastanza consolidata 😀

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Pesano praticamente uguale! E i pesi sono parecchio diversi da quelli divulgati nelle schede informative, anche considerando cinghia, batteria e memoria.

Nella mia prova ho avuto a disposizione solo il Nikon S 24-70mm f/4 oltre all’adattatore FTZ.

Sulla SONY ho usato il fantastico 24-105mm f/4 come riferimento per il confronto.Naturalmente il Nikon ha un’escursione minore e quindi ci si può aspettare che pesi un po’ meno:

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La differenza però è molto grande, circa 200g sui 499g del Nikon. Ossia lo zoom SONY pesa circa il 40% in più. La maggiore escursione del SONY non spiega tutta questa differenza.

E’ una differenza che come vedremo ha una spiegazione nel livello qualitativo, ma che si paga perchè i 200g in più si sentono in mano e riducono il vantaggio del sistema SONY in termini di leggerezza. Siamo comunque molto al di sotto del peso di una “equivalente” Reflex, ma proprio per questo 200g contano.

1.3 Il Mirino!!

Il mirino è uno degli aspetti che ha ricevuto maggiore attenzione dai produttori e dai commentatori web. La mia opinione è che i mirini elettronici siano preferibili a quelli ottici nel 99% dei casi. E il mirino della Z7 è assolutamente splendido. Ed è praticamente uguale a quello della SONY. Su entrambi ho impostato la luminosità manuale (e non automatica) su “max”. In questo modo la visione è ottima in tutte le condizioni.

Purtroppo gli amici di Dpreview hanno fatto uno strafalcione e hanno giudicato il mirino SONY dimenticandosi di impostare il refresh rate su 60/s invece di 120/s. Dimenticandosi cioè che il refresh più veloce comporta una riduzione della risoluzione. Ne ho parlato qui.

Comunque dopo aver fatto decine e decine di confronti in varie condizioni di luce, la mia opinione è che i due mirini siano all’atto pratico identici e …molto molto belli!

Ora…una differenza c’è, infatti mentre il SONY può essere impostato su un refresh rate di 120/s (a costo di una minore risoluzione) il Nikon invece è fisso a 60/s e questo può dare fastidio nel caso di oggetti in veloce movimento…un’area che non è in ogni caso congeniale alla Z7 che ama i ritmi lenti e meditati.

1.4 Lo schermo posteriore

Lo schermo della Nikon è un po’ più grande si presenta un po’ meglio. Ha una funzione “touch” estesa a tutte le situazioni, mentre quello della SONY ha il touch solo per la review delle foto scattate e per la scelta del punto di AF e purtroppo non lo si può usare per orientarsi nel menu o in altre situazioni. Non credo che SONY estenderà il suo uso tramite firmware, anche perchè gli aggiornamenti firmware di SONY sono tradizionalmente “marginali”. Il movimento basculante mi è sembrato equivalente nelle due macchine.

1.5 Una sola memory card?

Nikon è stata aspramente criticata per aver previsto l’uso di una sola memory card seppure del tipo XQD e cioè le più veloci e avanzate del mercato. La mia opinione è che una card sola sia sufficiente a patto che sia appunto del tipo XQD, ma non per la velocità (che la Z7 inspiegabilmente non sfrutta per niente) ma per la robustezza e per la resistenza meccanica che le XQD offrono. Per me è un non-problema.

1.6 Ergonomia

Naturalmente qui entriamo in un ambito altamente soggettivo. Io trovo che sia praticamente uguale alla SONY A7RIII e superiore alle pesanti Reflex come per esempio la D850. Un particolare che mi dà parecchio fastidio è dato dal bottone che comanda l’ingrandimento nel mirino e che si trova in basso a destra, ossia in una posizione scomodissima perchè non è operabile con l’indice della mano destra. Sulla SONY si può impostare dove si vuole e io lo metto in alto a destra (bottone c1) cosicché lo posso comandare con l’indice destro.

Ho chiesto a un amico nikonista come può operare il bottone in questione e mi ha risposto “con la mano sinistra”…peccato che io usi la mano sinistra per sorreggere l’ottica…forse i nikonisti hanno 3 mani (o erano 3 narici?) In compenso però l’ingrandimento sul mirino della Z7 è disponibile su 3 diversi livelli invece dei 2 della SONY…bello, ma francamente inutile perchè tanto si usa sempre il massimo ingrandimento e quindi bisogna premere il bottoncino 3 volte invece di 2

1.7 La Batteria

La durata omologata della batteria della Nikon è molto bassa e per questo motivo ha attirato commenti negativi sulla stampa e sul web.

Dopo qualche migliaio di foto posso tranquillizzare gli utenti Z7 che questo non è un problema. Ogni mia sessione durava circa 500 foto e mi lasciava con circa il 40% di carica residua. La SONY dura di più, sicuramente, e infatti con le stesse foto mi ritrovavo ancora col 65% di carica. Parliamo comunque di circa 1000 foto con una batteria per la Z7 e di 1500 per la SONY nelle “mie” condizioni tipiche di utilizzo: sono dei numeri molto buoni in entrambi i casi, soprattutto per una ML

1.8 Shoot and Review

Una delle cose più pratiche delle Nikon è la possibilità di rivedere la foto subito dopo lo scatto in modalità 100%  esattamente nel punto dove è stata fatta la messa a fuoco. Basta premere il bottone review e poi il bottone centrale “OK” della rotellina!

Nella Sony questa funzione lavora nello stesso modo e il bottone di ingrandimento è, come sempre, totalmente customizzabile.

1.9 Il Menu

Il Menu della Nikon Z7 è il tipico Menu Nikon a cui siamo abituati da molti anni, abbastanza chiaro anche se un po’ confuso per quello che riguarda le opzioni generali della macchina

Il Menu delle SONY viene giudicato spesso piuttosto male perchè è considerato confuso e disordinato. Io personalmente lo trovo molto chiaro e logico. La questione di fondo è che la SONY è una piattaforma elettronica con un numero enorme di opzioni che vanno lette, studiate, imparate con calma. E’ impossibile che un commentatore frettoloso prenda in mano la A7RIII  e sappia subito come impostare tutte le opzioni disponibili. Ci vuole studio, applicazione e un po’ di umiltà.

Detto questo dov’è che trovo il blocco dell’area AF sulla SONY? :mrgreen: 

1.10 La “rotellina”

La rotellina della Z7 (sul dorso della macchina) in realtà non è una rotella perchè…non ruota.

Invece sulle SONY la rotellina…ruota ed è di una comodità impressionante perchè consente innumerevoli operazioni, come ingrandire o diminuire l’immagine in Review, spostare l’AF selezionare le foto, ecc. Molte di queste opzioni sono compatibili perchè sono “function-dependant” e cioè dipendono dalla funzione selezionata in quel momento. Un piccolo grande aiuto per i fotografi!

1.11 La Connetività

Ci sono “infinite” opzioni WiFi, NFC, BT, ecc per entrambe le macchine, ma trovo questo argomento di una noia mortale, per cui non mi addentrerò in esso.

1.12 Video

Idem come sopra. Non mi interessa.

1.13 Il Prezzo

Oggi la Z7 viene venduta a circa 3800€ a cui vanno sommati 200€ per l’adattatore FTZ, praticamente indispensabile vista la scarsità di ottiche Z, almeno per ora. Questo importo è molto alto, specialmente se confrontato ai 3000€ che oggi consentono di comprare una SONY A7RIII, ossia una fotocamera che è superiore alla Nikon in praticamente tutti gli aspetti operativi. Intendiamoci, la Z7 è un’ottima fotocamera, ma non è ancora all’altezza delle prima della classe che per ora si chiama appunto SONY A7RIII.

Se il prezzo non dovesse scendere prevedo che le vendite della Z7, perlomeno in Italia, non batteranno nessun record.

Oggi il più grosso difetto della Z7 non è la scheda singola o l’AF lento, ma il prezzo!

1.14 La prossima puntata sarà..

Questa prima parte era importante perchè inquadrava la nuova Z7, ma non era la più divertente. Dalla prossima parte inizieremo a scattare foto e a vedere come si comporta nelle principali modalità di utilizzo. State con me, ci divertiremo!

 

La Nikon Z7 “pilota” i controlli di ACR per compensare DLA (D-Lighing Attivo)

Ho in corso un’ampia prova della Nikon Z7 che spero di pubblicare presto, per lo meno a puntate (come i Promessi Sposi).

Come ho scritto nell’articolo precedente, è possibile aprire i files NEF della Z7 sulla versione corrente ad oggi di ACR e cioè la versione 10.5. Ricordo che ACR è un modulo interno che “comanda” sia Lr che Ps e che quindi queste due applicazioni dipendono da ACR. Per aprire i files NEF su ACR 10.5 è dunque necessario e sufficiente che siano NEF compressi, Lossless e a 14bit.

C’è però un’altra considerazione molto importante da fare. Scattando in parallelo con la Z7 e la A7RIII per 3 giorni di file mi sono accorto che la Z7 sottoespone costantemente. Dopo aver studiato a lungo questo fenomeno ho scoperto che dipende dal D-Lighting Attivo!

La cosa è fatta molto bene e ACR imposta una serie di correzioni automatiche nel momento in cui apre un NEF della Z7 che comprendono, a puro titolo di esempio perchè cambiano molto

  • Exp                       +0.33
  • Contrasto              -6 to  -12
  • Noise Reduction     +27 to +45
  • Detail NR                75
  • Raggio NR              2
  • altri comandi sparsi

Curiosando tra i dati EXIF “nascosti” ho trovato che le correzioni di ACR sono in realtà dettate” dal file NEF che tra gli EXIF-sezione XMP contengono questa tabella:

Si tratta solo di un esempio che corrisponde a DLA settato su N. Se fosse settato su OFF non ci sarebbe modifica dell’esposizione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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E’ possibile vedere chiaramente la lista delle correzioni che il NEF chiede ad ACR di apportare.

E’ interessante notare che l’intensità della riduzione del rumore (Luminance Smoothing)  non è costante ma dipende dal valore di ADL impostato, dagli ISO dell’immagine e forse da altri parametri che non conosco.

In questo caso si tratta di una foto fatta in studio a 100ISO e il valore di NR richiesto è 27 (non basso comunque) ma in altri casi può arrivare a 45.

E’ molto interessante il fatto che il costruttore possa “pilotare” i settaggi di base del suo RAW su ACR

In sostanza, a seconda della quantità di D-Lighting Attivo, si crea una sottoesposizione che poi il file EXIF provvede a compensare! veramente molto ben fatto!

La novità è che queste correzioni prima erano lette solo dal software proprietario e adesso invece vengono recepite anche da ACR. Ottimo!

 

PS per evitare la (remota) possibilità che i file NEF fossero editati da Lighroom all’atto dell’importazione, ne ho estratto gli EXIF mentre erano ancora in macchina (una specie di parto cesareo 😀 )

Come aprire i NEF della Nikon Z7 su Lr/Ps in ACR10

La nuova Nikon Z7 è appena arrivata sugli scaffali dei negozi (e soltanto le unità “demo” per ora) e si capisce quindi che Adobe non abbia ancora predisposto la sua compatibilità con ACR10 che è la versione corrente. Di conseguenza,  Lightroom e Photoshop non listano le Nikon Z6 e Z7 tra quelle supportate.

Chi ha scaricato i files di dpReview avrà visto che c’è scritto processed by ACR11, ma si tratta evidentemente di una beta fornita a loro in via esclusiva.

Comunque…esiste una via di uscita che non è quella complicata di riscrivere i dat della fotocamera sugli EXIF tramite Exiftool e cioè farla sembrare una D850.

Si tratta di un metodo molto più semplice: basta scattare in RAW Compresso Losseless a 14bit et voilà…ACR apre il file, lo riconosce come prodotto dalla Z7.

Risoluzione mirino A7RIII: che “cantonata” di dpReview!!

La SONY A7RIII ha un mirino elettronico (EVF) dotato di una altissima risoluzione che ha le seguenti specifiche:

 

EVF: 1.3 cm (0.5 type) 3,686K-dot Quad VGA color OLED, 100% coverage, 0.78x magnification, -4.0 to +3.0m-1 diopter, Approx. 23mm eyepoint from the eyepiece lens, 18.5mm from the eyepiece frame at -1m-1, eye sensor.

 

Ora, la sua frame rate è normalmente di 60fps, ma è possibile aumentare questa frequenza a 120fps tramite un’apposita opzione. Questa opzione in realtà è utile solamente quando si riprendono oggetti in movimento, perchè si “paga” con una risoluzione inferiore, ma è comunque utile che ci sia.

E’ tutto spiegato molto bene nel manuale:

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Ma i grandi giornalisti di DPReview non hanno tempo per leggere i manuali nè di fare test seri e così hanno scritto che “la Sony A7RIII ha un EVF che lavora alla massima risoluzione solo nella riproduzione delle foto scattate, mentre lavora a risoluzione ridotta durante la ripresa” il che li porta alla conclusione che l’EVF di SONY sia inferiore a quello delle Nikon Z7… 😯  😯  

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Il testo originale é: “The a7R III delivers the full resolution to the EVF in playback mode, but not when shooting”

…assolutamente no! In realtà il manuale spiega che la risoluzione è piena anche in ripresa se si lavora col frame rate standard e cioè di 60fps. Notare che le Nikon neppure ce l’hanno l’opzione di lavorare a un frame rate di 120 fps, ma questo aspetto è stato dimenticato dai nostri amici…oops!

Che dire? incompetenza o c’è sotto qualcosa? voi che ne dite?
In ogni caso…una bella “cantonata” di dpreview 🙄 complimenti vivissimi!

Nikon Mirrorless Z6 e Z7: Flip o Flop?

Dopo una “pittoresca” e molto discutibile campagna pubblicitaria in stile teaser, finalmente Nikon ha presentato le sue mirrorless Full Frame: Z6 e Z7 che guardano rispettivamente alle Sony A7III e A7RIII.

Purtroppo le aspettative sollevate dalla pubblicità erano forse eccessive e  il lancio si è rivelato un po’ deludente lasciando costernati i fedeli utenti Nikon che speravano in una Nikon über alles e si ritrovano con…con che cosa sai ritrovano veramente? Devono essere veramente delusi? o c’è della vera sostanza in queste Nikon?

Secondo me dobbiamo dividere l’analisi delle Z-machines in due parti: le specifiche tecniche e come andrà nella realtà

1. SPECIFICHE TECNICHE

Qui purtroppo andiamo così così. Non voglio ripetere qui ciò che è apparso ormai su tutti i siti del mondo, ma mi limiterò a un riassunto conciso:

  • un solo slot di schede di memoria
  • raffica molto lenta se si mantiene AF e esposizione, parliamo di 5-6 fps circa per la Z7 contro i 10 delle A7 e i 20 della A9
  • assenza dell’Eye-AF cioè dell’autofocus sull’occhio
  • batteria con dati CIPA di 300 scatti contro i 600-700 delle nostre Sony. Ricordiamoci che sono dati “standard” e hanno valore come indice proporzionale
  • prima tendina elettronica limita tempo minimo a 1/2000″ (ma perchè??)
  • no Pixel-Shift
  • raffica RAW a 14 bit limitata a 18 scatti
  • solo 3 lenti native per ora e non c’è l’equivalente dello stellare Sony 24-105 f/4
  • Roadmap degli obiettivi molto confusa…lenta e priva di lenti che fanno sognare a parte un 58mm f/095 a 5000€
  • prezzo fuori da ogni logica e sproporzionato al valore della macchina.
  • sensore Z7 che “paga” 1/2 stop di qualità (NR, dinamica, ecc) alla A7RIII in cambio però di una sensibilità minima effettiva più bassa (64ISO vs 100ISO)

2. COME VA NELLA REALTA’

E qui casca l’asino perchè per ora l’hanno provata in pochissimi e, sia chiaro, io non sono tra questi.

Ma dobbiamo essere ottimisti: Nikon sa come costruire una macchina fotografica e io credo che queste Z cadranno perfettamente in mano e saranno usabilissime!

Le mie conclusioni semplici e dirette:

Le Nikon Z sono belle macchine, sicuramente usabilissime, ma con specifiche che le riportano a una generazione addietro delle Sony, sostanzialmente in linea con le A7II e A7RII, qualcosa in meno e qualcosina in più, ma chiaramente al disotto dei dati della serie A7III.

Il problema fondamentale delle Nikon Z

…sta nel processore e in tutto l’apparato elettronico. Per questo una batteria grossa come quelle che hanno dura così poco: bassa efficienza e grande dispersione di calore. Questo spiega la scarsa durata, la raffica lenta, la mancanza dell’Eye-AF e sostanzialmente tutte le mancanze che abbiamo visto prima.

Purtroppo le nuove fotocamere sono sempre di più dei terminali elettronici e l’abilità micro-meccanica, dove Nikon eccelle, conta sempre meno. Sinceramente non vedo un grandissimo futuro per Nikon…purtroppo, perchè è un marchio che ho sempre amato. :mrgreen: 

Avranno successo?

Per Nikon si tratta di make or break.

Possono essere un 1. grande successo…2. un successino o 3. un flop come con la serie V1. Il prezzo richiesto in Italia per una Z7, vicino ai 4000€ (Nital) è semplicemente assurdo e oltraggioso. Dovrà essere rivisto alla svelta e in modo molto consistente pena ripetizione dello scenario 3 (ossia delle V1, macchine ottime nel loro ambito ma prezzate 3 volte il loro valore intrinseco…un disastro commerciale annunciato).

Vedremo nelle prossime settimane come il mercato le riceverà, ma non sono molto ottimista per la vecchia Naikon!!

 

 

Nota bene

Questo sito è dedicato alle fotocamere SONY, ma noi adoriamo parlare di fotografia e di macchine fotografiche di tutti i tipi e di tutte le marche. Non siamo ossessionati dal nostro brand di elezione…non siamo asini coi paraocchi :mrgreen:  :mrgreen:

…per cui scrivete pure quello che vi pare. Non ci sono censure, approvazioni o rimproveri da maestrina frustrata.

Qui c’è ossigeno e aria fresca per tutti!

SONY è n. 1 nelle vendite Full Frame in USA, comprese le reflex.

Fantastico risultato di Sony che negli ultimi 6 mesi balza al numero 1 nelle vendite delle fotocamere Full Frame FF) negli USA, nota bene …comprese le reflex!

Per essere più precisi Sony possiede ora il 40% del mercato FF negli USA.

Ma non solo…Sony è anche la n.1 nelle vendite di tutte le Mirrorless  (ML) combinate, cioè APS e FF combinate.

Questo risultato è assolutamente incredibile e si basa su un solo fattore fondamentale: il livello tecnologico delle ML Sony.

Aspettiamo ora l’arrivo delle nuove ML Nikon, speriamo che la concorrenza spinga Sony verso nuove frontiere, ma il confuso e noiosissimo teaser di Nikon coi suoi interminabili video che non mostrano niente non fanno presagire niente di buono 🙄

Considerazioni sui nuovi obiettivi ultra-luminosi

La spinta verso ottiche ultra-luminose sembra non arrestarsi. Negli ultimi anni abbiamo assistito all’arrivo di lenti come i 105/1.4 (Nikon e Sigma) o il 135/1.8 (Sigma) per tacere di tutta la serie f/1,4 più corta che va dagli 85mm giù fino ai 20mm.

Si tratta di “oggetti” meravigliosi, capolavori dell’ottica e della meccanica, dotati di qualità eccelse. Estremamente desiderabili! Belli da usare, belli da tenere in mano, belli da guardare 😀

…però io mi sono posto una domanda: servono realmente a produrre immagini “belle”? “Arte” è una parola grossa che usiamo poco e con rispetto, ma usiamola qui: servono queste lenti a produrre “arte”? o qualcosa che sia almeno vicino ai canoni della “bellezza”?

Ho fatto un lungo esame di coscienza, ho studiato attentamente centinaia di foto fatte a f/1.4, mie e dei fotoamatori più avanzati e…non ho trovato traccia di “arte” nè di equilibrio estetico. Solo tantissima aerobica e l’equivalente dei tripli salti mortali carpiati con 4 avvitamenti 😎

Ma arte o immagini esteticamente composte ed equilibrate? poche e spesso in casi in cui l’uso di un diaframma più chiuso avrebbe solo giovato alla qualità finale, immagini in cui lo sfuocato eccessivo in sostanza non si notava. Il che rende quindi inutile l’uso della lente super-luminosa.

Come dite? le foto dei grandi fotografi? eh no cari miei, quelli non scattano a f/1.4 se non per effetti veramente speciali e in rare occasioni…oppure semplicemente quando non c’è luce! E tra i grandi fotografi, scusatemi, ma non includo i fotografi di moda à la page.

Soprattutto nel ritratto vedo immagini molto belle, composte con grande gusto…ma dove l’unico punto a fuoco è un occhio (a volte neppure tutto l’occhio) e il resto uno sfuocato generale incomprensibile. Forse l’estetica sta cambiando, ma io proprio no.

Ricordiamoci di un concetto molto importante: le ottiche ultra-luminose sono nate per fotografare con poca luce! Perchè mai si chiamavano e si chiamano “Noctilux”, “Nokton” et similia? Oggi questa necessità non è più così sentita e l’unico modo per giocare con questi splendidi oggetti è sfocare, sfocare e sfocare …con risultati…sfocati!

E’ il tipico caso in cui si ha una soluzione, ma non il problema!

Continuerò ad amare queste lenti e ogni tanto ad acquistarle, ma sarò molto onesto con me stesso: sono dei meravigliosi giocattoli, ma c’entrano molto poco con la Fotografia con la F maiuscola.

Non dimentichiamo naturalmente il lato commerciale: per le grandi case fotografiche è essenziale differenziarsi e dimostrare la loro eccelsa capacità tecnica. I margini si fanno qui e non con le ottiche “di tutti i giorni”.

Questo discorso è particolarmente importante per ditte come Sigma, che produce obiettivi “universali” e che deve renderli in qualche modo appetibili nel confronto con gli “originali”.

Devo dire che trovo estremamente corretto l’approccio di Sony che si è dimostrata molto corretta nel contenersi alle tipiche focali dove f/1.4 è ancora logico e parlo di 35mm e 85mm, evitando “stranezze” come il 105mm o il 135mm iper-luminosi.

E ricordiamolo ancora una volta: per lo sfocato nulla può competere con “la macchina della felicità” e cioè il Sony 100mm STF apodizzato che produce uno sfocato semplicemente divino ma…accoppiato a profondità di campo “decenti” che evitano i risultati anti-estetici di cui ho parlato più in alto.

Vi invito a leggere o a rileggere il mio test su questo obiettivo qui su UltraSony

Zoom 24-105mm f/4: SONY FE vs Sigma ART. Provati su SONY A7RIII

Il Sigma ART 24-105 è uno zoom disponibile sul mercato da un paio d’anni mentre l’equivalente SONY è più recente. Il Sigma ha goduto di una certa popolarità tra gli utenti SONY per via della possibilità di utilizzo sulla serie A7  tramite l’adattatore MC-11 (solo per la versione con attacco Canon).

L’arrivo dello zoom SONY nativo però ha reso poco attrattivo l’uso di questo zoom Sigma su SONY perchè l’adattatore MC-11, pur riuscendo a trasferire quasi tutte le funzionalità, si rivela molto lento e impreciso all’atto pratico. Come ho già scritto altrove ne sconsiglio l’uso a meno che non sia su ottiche uniche (come il Sigma 24-35mm f/2) oppure per usi occasionali.

 

1. DIMENSIONI e PESI

Distanza minima di messa a fuoco
SONY 0,38 m.         Sigma 0,45m
Rapporto di ingrandimento massimo (x)
SONY 0,31               Sigma 0,21
Diametro filtro
SONY 77mm           Sigma 82mm
Peso
SONY 663 g            Sigma 885 g
Gruppi/elementi dell’obiettivo
SONY 14-17             Sigma 14-19
Dimensioni
SONY 113x84mm        Sigma 109x88mm

La differenza principale che salta agli occhi è data dal peso, con un incredibile 663 g vs 885 g.

L’altra differenza importante è legata alla distanza minima di messa a fuoco (38cm vs 45cm) e al conseguente rapporto di ingrandimento (0.31 vs 0.21) che nel caso del Sony consente di effettuare riprese “quasi-macro” piuttosto interessanti.

Se poi si vuole usare questa lente su una Sony A7 va aggiunto il peso e la lunghezza dell’adattatore MC-11 che portano così a:

Peso Sigma + MC-11: 1010g vs 663 g (SONY).

Lunghezza Sigma 24-105mm + MC11: 135mm vs 113 mm (SONY)

Si capisce quindi che l’uso del Sigma su SONY è molto penalizzato da peso e lunghezza e dovrebbe essere limitato a casi di emergenza o a un uso temporaneo, considerando che al peso spropositato si aggiunge anche la lentezza e inadeguatezza dell’adattatore MC-11.

Infine entrambi usano un diaframma a 9 lamelle e un certo numero di lenti a vetro speciale sulle quali non mi soffermerò in questa sede.

 

1.1 Prezzo

Il prezzo costituisce un elemento fondamentale nella valutazione di qualsiasi bene industriale moderno e va quindi considerato come una variabile fondamentale.

La differenza di prezzo è fortissima col Sigma che costa, nella versione M-Trading sui 750€ mentre per il SONY versione SONY-Italia sono necessari 1350€…quasi il doppio e più caro degli equivalenti Canon e Nikon (24-120mm quest’ultimo). Questa differenza ci obbliga a formulare delle considerazioni importanti. Come vedremo il SONY è nettamente superiore al Sigma… in tutto, ma a un prezzo doppio del suo concorrente…ne vale la pena? troverete le mie conclusioni alla fine dell’articolo

1.2 Il bottoncino segreto…

Come da tradizione sul barilotto dello zoom Sony è presente il pulsante per il blocco della messa a fuoco. Si può riprogrammare anche per altre funzioni tramite il menù della fotocamera (finalmente chiaro e fruibile per qualsiasi uomo di buona volontà), ma credo che pochi lo facciano perchè è veramente comodo così. E’ una chicca che dimostra l’altissima qualità di questi oggetti.

Ammiro sinceramente Sony per il modo in cui è riuscita a colmare un gap tecnologico di…quasi 100 anni 😉 😉

Gli obiettivi Sony di oggi dimostrano tutta l’attenzione del costruttore per l’utente finale con una serie quasi infinita di dettagli dedicati.

2. TEST DI RISOLUZIONE

Ho provato la resa dei due obiettivi alle due focali estreme e cioè 24mm e 105mm e in due punti diversi e cioè l’angolo estremo in alto a sinistra  e al centro.

Tutto il test è stato condotto a f/4

24mm Angolo Estremo.

Sigma a sinistra, Sony a destra.

L’immagine è a 2:1 e quindi i difetti vengono amplificati.

Cliccate per vederla a grandezza naturale

 

 

Considerando che si tratta dell’angolino estremo di una foto prodotta da uno zoom, la resa del Sigma è accettabile, ma quella del Sony è veramente superlativa. Naturalmente siamo a f/4, ma il risultato è degno di un obiettivo fisso!

Si nota che il campo inquadrato dal Sony è più grande del Sigma che infatti ha una focale effettiva di circa 26mm invece dei 24 del Sony.

Infine anche la distorsione è minore nel Sony come si può vedere dall’inclinazione delle linee verticali.

24mm Centro

Per cambiare adesso Sony a destra e Sigma a sinistra…sorry!

 

Qui la risoluzione effettiva è molto simile con un piccolo vantaggio Sony

105mm Angolo

Sony a destra e Sigma a sinistra. Si deve cliccare per vedere a 2:1

Qui abbiamo di nuovo la stessa situazione che avevamo visto a 24mm col Sigma che soffre parecchio negli angoli, ma ricordiamo che si tratta dell’angolo estremo dove molti fissi fanno peggio di così. Il Sony si conferma comunque superbo!

Da notare la lunghezza focale effettiva del Sigma che è più corta del valore nominale. Ai 2m di distanza di questa ripresa il Sigma si ferma a 90mm

105mm Centro

Sony a destra e Sigma a sinistra

 

Anche in questo caso il Sigma recupera molto al centro e mostra una risoluzione appena inferiore al Sony. Notare la differenza di lunghezza focale.

A titolo di curiosità riporto la stessa immagine ottenuta col Sony tramite Pixel Shift (a destra) confrontata a sinistra in modalità normale. La qualità ottenuta è fantastica e si vede soprattutto nelle zone con elementi a frequenza spaziale più elevata che ho segnato in rosso. Il guadagno di risoluzione è notevole.

Dovete cliccare per vedere la differenza

 

 

Andiamo adesso in esterno a una distanza di messa a fuoco pari a circa 30 metri.

Adesso però ho lavorato a f/9 per vedere se la debolezza del Sigma ai bordi si potesse risolvere diaframmando con energia, come spesso succede

La prima foto mostra l’angolo in alto a destra. Cliccate per vedere bene il dettaglio

 

 


Angolo in alto a sinistra. Cliccate…

Angolo in basso a sinistra

 

La conclusione è esaltante per il SONY che era già buono a TA nelle prove in studio e ovviamente diaframmando migliora ancora un po’. Una performance che non avevo mai visto su questo tipo di zoom e che è confrontabile col magnifico SONY FE 16-35mm f/2.8 GM che però appartiene a una classe ancora superiore di prodotto.

La situazione invece è critica per il Sigma. Questo zoom ha una buona risoluzione al centro , ma purtroppo è pessimo ai bordi…il classico “spappolone” 😉 Se la bassa resa si poteva accettare in studio a TA, qui, in esterni e a f/9 il risultato è francamente imbarazzante.
Neppure diaframmando a f/9 le cose migliorano. In sostanza questo obiettivo non è utilizzabile per riprese di paesaggi a nessun diaframma per lunghezze focali tra 24mm e circa 50mm. Infatti a partire da 50mm le cose migliorano (non riporto qui le foto per non caricare troppo l’articolo) e la performance del Sigma ai bordi torna discreta, anche se sempre inferiore a quella del Sony.

3. Breathing e lunghezze focali effettive

 

Purtroppo il Sigma soffre di un leggero effetto breathing .Alla distanza di messa a fuoco di 2m la focale più lunga si riduce a 95mm e quella più corta stranamente si allunga a 26mm, sicché a 2m diventa in realtà uno zoom 26-95mm. A distanze ancora più corte l’effetto si accentua ulteriormente ma non ho calcolato le focale effettive.

Anche all’infinito le focali sono più contratte rispetto al Sigma con un range effettivo che stimo sia di 25-100mm contro gli effettivi 24-105mm del SONY.

4. Aberrazioni cromatiche

I moderni software sono in grado di eliminare facilmente le aberrazioni cromatiche laterali che nel Sony sono comunque limitatissime. Sul Sigma sono più evidenti, ma, come detto, non rappresentano un problema grazie alle correzioni in fase di lavorazione.

Diverse sono le cose per l’uso dei JPEG in camera, infatti le Sony A7 riconoscono l’obiettivo nativo SONY e correggono in-camera le aberrazioni e distorsioni tramite informazioni trasferite dell’obiettivo alla camera. La lente Sigma non ha questa funzionalità e i JPEG in-camera escono con le aberrazioni non corrette e quindi piuttosto evidenti.

 

5.1 Fotografie con il Sigma

Tutto quello che abbiamo detto finora è importante, ma ancora più importante è vedere le fotografie!

Di seguito posto una piccola scelta delle migliaia di foto che ho scattato con questo zoom Sigma in 6 mesi di possesso. Nonostante il peso e una risoluzione non perfetta agli angoli dell’immagine a TA, sento un vero affetto per questo obiettivo che mi ha accompagnato in tanti viaggi e avventure…eh sì questo obiettivo è mio e il test non è il risultato di un rapido prestito, ma di un lungo possesso. Stessa cosa dicasi per lo zoom Sony anche il suo arrivo è più recente. 

Cominciamo con 3 esempi dello sfocato prodotto dal Sigma: (cliccate per vedere l’immagine  a 1920 px)

 

Considerando che si tratta di uno zoom con apertura limitata a f/4 il risultato è sicuramente molto buono

Vediamo adesso un esempio di controluce:

Il test è sicuramente brutale ma l’effetto ottenuto è comunque piacevole e aggiunge uno stato d’animo interessante alla fotografia.

La distorsione creata da questo zoom Sigma è notevole, ma grazie ai software di lavorazione si ottengono dei risultati perfetti. Naturalmente questo costa “millimetri” di lunghezza focale che riducono la potenza del lato “wide”.

Vediamo alcuni esempi:

Sopra, la Chiesa dei Miracoli a Venezia

La bellissima Piazza di Cividale.

Seguono altre foto di esempio dello zoom Sigma

 


Sopra mio figlio Giorgio molto fiero della “sua” Sony A9 col 70-200 GM!!


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5.2 Fotografie con il Sony

Iniziamo con 3 immagini scattate presso il misterioso tempio dei Templari a Ormelle (TV)

La prima è uno stitching di 3 immagini

Vediamo adesso lo sfocato

Il bokeh è molto morbido anche considerando che siamo a f/4. Non ci sono doppie linee da astigmatismo dato che la lente è molto corretta in questo senso.

I punti-luce sfocati vengono risolti molto bene anch’essi

 

E per finire vediamo la resistenza al flare. Ho tentato di tutto per mettere in difficoltà, ma la sua resistenza al flare è “eroica” 😉

Vedere sotto per credere

5.3 Foto “quasi-macro”

In virtù della ridotta distanza minima di messa a fuoco e della capacità di crop della SONY A7RIII è possibile ottenere un uso interessante “quasi” macro senza lenti addizionali!

Di seguito una serie di immagini (croppate) di api anche in volo catturate grazie alla messa a fuoco AFC e alla raffica di 10 fps

 

5.4 Lo strano caso della lunghezza focale minima dello zoom Sony 😉

Lavorando in modo intenso con lo zoom Sony mi sono accorto di un fenomeno interessante che avviene alle focali <28mm, in sostanza a 24mm per semplicità.

La questione è che alla focale più corta che si possa impostare gli angoli estremi sarebbero scurissimi e poco utilizzabili, per cui Sony ha deciso di accorciare ulteriormente la focale minima e portarla a circa 22mm per poi tagliarle i bordi in modo automatico eliminando così il difetto.

E’ molto interessante notare che sul mirino l’immagine completa non si vede mai neppure eliminando la correzione automatica. Su Lr o C1 si può vedere ma è necessario eliminare tutte le opzioni di correzione automatica.

Vediamo l’immagine neutra come appare nel mirino, o come appare il JPEG in-camera oppure ancora come RAW su Lr quando è corretta. L’immagine dopo la correzione corrisponde a 24mm effettivi di L.F.

Adesso vediamo invece la stessa immagine neutra come appare se si “spengono” le correzioni geometriche automatiche.

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Come vedete, qui sopra gli angoli sono scurissimi cioè hanno una vignettatura molto evidente che viene eliminata come si vede nell’immagine sopra…però…è un’immagine che corrisponde a 22m di lunghezza focale!

In pratica se sovrapponiamo le due immagini vediamo l’entità del “taglio” apportato dalla correzione geometrica automatica




Questo fenomeno offre un’interessante possibilità e cioè quella di sfruttare tutti i 22mm di lunghezza focale per le immagini che non abbiano contenuti particolarmente importanti negli angoli e che si possano facilmente correggere tramite clonaggio locale. Pensiamo al cileo, al mare, a un prato, ecc

6. CONCLUSIONI

Anche questo obiettivo SONY si colloca ai vertici più alti della sua categoria, entrando in competizione qualitativa con molti obiettivi fissi.

E’ incredibile come SONY riesca a sfornare obiettivi che sono sempre al vertice della qualità e al tempo stesso i più leggeri!

Purtroppo c’è un altro primato degli obiettivi SONY che è poco invidiabile: sono anche i più cari, ma tornando al quesito che mi ero posto all’inizio dell’articolo:

…vale la pena pagare 1350€ per questo zoom?

la mia risposta è sì perchè la qualità è talmente alta da poter competere con molti fissi del mercato e perchè questo obiettivo ci offre per la prima volta la possibilità di uscire con una lente sola, sicuri di poter affrontare la maggioranza delle situazioni di ripresa con una lente che produrrà risultati eccellenti senza farci rimpiangere gli obiettivi fissi (nella maggioranza dei casi).

Naturalmente…vale la pena se si desidera avere questo tipo di zoom. E’ chiaro che se non abbiamo interesse ad usarlo potrebbe anche costare 10€ ma non ci servirebbe a nulla. Questo concetto è ovvio, ma è meglio spiegarlo a chiare lettere e ringrazio l’amico M2 per avermelo fatto notare

Ho usato a lungo anche il Canon 24-105mm e ritengo che abbia una qualità complessiva ancora inferiore al Sigma. Chiude come fanalino di coda il Nikon che però vanta un’estensione focale più ampia essendo un 24-120mm.

Il Sigma resta comunque una buona alternativa economica per gli utenti Canon e Nikon che non devono usare nessun adattatore. La qualità che otterranno da questo Sigma sarà simile o addirittura superiore a quella dei modesti zoom nativi, per cui ritengo di consigliarne l’uso, ma ripeto, non potrà mai sostituire una serie di fissi, cosa che lo zoom SONY invece riesce a fare, escludendo le applicazioni con diaframmi più aperti ovviamente.

Per gli utenti Sony invece, la necessità di usare l’adattatore MC-11 limita molto l’usabilità pratica dello zoom Sigma per cui sono costretto a sconsigliarlo.

Quindi un “sì limitato” al Sigma su Canon e Nikon per un uso spensierato, ma “no” per l’uso su Sony (tramite adattatore).

 

6.1 Come dite? Volete i voti?

Ok ok…

Al Sigma mi sento di dare 6,5 per la grande praticità che offre, ma non di più per la pessima resa ai bordi alle focali più corte.

Aberrazioni e resistenza al flare meritano 7. Contrasto sempre buono:8

Al SONY darei 10, ma il prezzo astronomico mi costringe a limitarmi a un 9 pieno. Voto per voto …sarebbero tutti 10, escluso il prezzo!


Well done SONY!! 😀  😀 

7.0 …c’è un problemino…

Questo zoom è talmente buono che fa passare la voglia di usare tutti i fissi e zoom specialistici intermedi. Materiale per il quale abbiamo magari pagato cifre molto cospicue e che adesso cominciano a muffire negli armadi…e noi a chiederci perchè…Ragazzi, non scherzo…

 

 

 

Lightroomm CC v.7.3 supporta i files ARQ di Pixel Shift!!

Non è una notizia nuovissima, ma ho voluto fare le mie prove per bene tanto per non essere una succursale di DPReview…e per aggiungere un dettaglio fondamentale che non è stato ancora menzionato.

Della modalità Pixel Shift della Sony A7RIII abbiamo già parlato a lungo qui e qui. Ricordiamo solo che consente di produrre files compositi ad altissima risoluzione e purezza di colore ottenuti dalla sintesi di 4 files di base che espongono ogni pixel della matrice di Bayer alla stessa informazione.

I risultati sono eccezionali ma il procedimento è un po’ farraginoso perché deve passare per il software proprietario Imaging Edge, lento e molto limitato. Imaging Edge può esportare la “sintesi” dei 4 files in due modi fondamentali:

  1. come un normale file JPEG o TIF
  2. come un file del tipo ARQ che però non veniva letto dai principali software come Lr, Ps e Capture One…fino ad ora…

Ora infatti è possibile aprire un file ARQ anche in Lightroom CC e in Photoshop.

Aspetto determinante:

Abbiamo ora un enorme vantaggio rispetto all’importazione di un file di tipo Jpeg o Tif perchè il file ARQ è esattamente un file RAW, quindi contiene ancora tutte le informazioni vergini e cioè non elaborate del file originario!

Per essere sicuro di ciò ho lavorato i file compositi in Imaging Edge e poi li ho esportati come ARQ: uno chiarissimo, uno scurissimo e così via…nel momento in cui li “apro” in Lighroom le versioni sono tutte identiche! Il file ARQ è un RAW a tutti gli effetti e quindi non lavorabile “in situ”

Questa è veramente una grande notizia per chi lavora con Pixel Shift perché potrà svolgere tutta la lavorazione dell’immagine composita su Lr o Ps come se fosse un normalissimo RAW! quindi con gli stessi identici metodi e funzionalità che abbiamo imparato nel corso della nostra esperienza.

Conseguenza importante:

Il file ARQ ottenuto da Imaging Edge è esattamente sovrapponibile al DNG prodotto dal software “SonyPixelShifttoDNG” del buon Ilah Borg…con la differenza che Imaging Edge è gratuito, mentre l’altro per ora non si paga, ma solo perché è ancora in Beta: sarà a a pagamento una volta terminato il periodo di sviluppo…ma sarà anche sostanzialmente inutile per chi usa Lr e/o Ps. Avrà ancora una qualche utilità per chi usa altri software che non leggono i files ARQ e cioè…tutti gli altri escluso RawTherapy.

Aggiornamento firmware A7RIII a v1.10

E’ disponibile un un nuovo firmware per la A7RIII. Lo trovate qui.

Di seguito ho inserito le righe con le informazioni che trovate sul sito Sony.it

Vantaggi e miglioramenti dall’aggiornamento precedente

  • Una nuova opzione di intervallo è ora selezionabile per il multi-scatto Pixel Shift: opzione [On: Shooting Interval 0.5sec] (On: intervallo di scatto 0,5 sec.) aggiunta al menu
    *Quando la fotocamera è collegata a un PC, utilizzare la versione più recente (1.2 o versione successiva) del software Imaging Edge.
    *Quando si utilizza un obiettivo con innesto A tramite un adattatore di montaggio (LA-EA1/LA-EA2/LA-EA3/LA-EA4), l’intervallo potrebbe essere leggermente più lungo.
  • Ora è disponibile il bracketing durante il Silent Shooting (scatto silenzioso) con RAW non compresso
  • Migliora il livello di visualizzazione dell’effetto contorno per contenuti in S-Log
  • Migliora l’AF sugli occhi che, in alcuni casi specifici, non funzionava correttamente
  • Risolve un problema per cui [Viewfinder Brightness] (la luminosità del mirino) non veniva riportata correttamente nell’impostazione [Manuale]
  • Migliora la stabilità complessiva della fotocamera

Prova e Commento:

L’unica nuova opzione presente si riferisce al Mulit-Shift ed è la possibilità di avere un intervallo più breve tra i 4 scatti e precisamente di 0.5 secondi. Questo può servire per ridurre il rischio che alcuni elementi della fotografia si muovano, ma ovviamente non è la soluzione che risolve il problema del movimento tra uno scatto e l’altro e che richiede un diverso tipo di intervento come spiegato in quest’altro articolo di ultraSONY.

E’ utile anche il bracketing disponibile anche in modalità silenziosa e Raw non compresso. Il miglioramento dell’AF sugli occhi è naturalmente molto gradito anche se funzionava già molto bene con la versione precedente.

Complessivamente consiglio di operare l’aggiornamento anche se non ci sono nuove funzionalità della fotocamera.

Batterie Compatibili NP-FZ100…trovate quelle buone!

 

In un precedente articolo avevo descritto lo spavento che avevo corso quando avevo usato una batteria compatibile: obiettivo con AF non funzionante e macchina bloccata. Mi ero ripromesso di non provarle più anche perché il risparmio non valeva il rischio.

Nel frattempo però avevo già ordinato due batterie dalla Cina via eBay. Dopo un mesetto sono arrivate: €55 compreso un bellissimo caricatore doppio con indicazione digitale della carica.

E così ho deciso di provarle. Buone notizie: funzionano perfettamente, riescono anche a far girare una lente “pesante” come il 70-200 f/2.8 GM e a mantenerne intatte le prestazioni velocistiche in termini di AF.

Nominalmente sono da 2600 mAh, quindi superiori alle originali Sony da 2280 mAh. Non ho fatto misurazioni di durata, ma nella pratica non ho constatato differenze con le Sony…forse una durata leggermente inferiore, ma sono sostanzialmente alla pari.

Il messaggio dunque è che vanno bene, hanno un ottimo caricatore, costano “un niente” e non mi hanno dato problemi con nessuno dei miei obiettivi, neppure nell’uso video. Per la maggior parte degli utenti ritengo che due batterie NP-FZ100 siano sufficienti e in questo caso è meglio prenderne una seconda originale, ma per chi ne ha bisogno di 4 o più, può valer la pena prendere queste compatibili, dato che il risparmio comincia a farsi interessante.

O Nikon o morte! Psicologia del tifo

Da giovane avevo una Canon F1 e mi sono divertito un sacco con le pellicole. Poi la vita mi ha fatto giocare con altri giocattoli e quando sono ritornato c’erano le prime macchine digitali. Un mio amico aveva Nikon e così lo seguii e mi presi una D200. Il ricordo della Canon era piacevole, ma ininfluente. Ero fuori mercato e condividere lo stesso materiale col mio amico era “la” priorità”

Ora uso Sony perchè il vantaggio delle ML (mirrorless) è per me fondamentale e non esisteva nessun motivo per attendere Nikon a parte il costo economico dello switch. E se un domani Canon introducesse un sensore -meraviglia o qualcosa che rappresenti un vero salto tecnologico…salterei anch’io su Canon senza problemi.

Questo mi sembra l’atteggiamento razionale (compatibilmente coi costi).

Eppure sento e vedo persone che dichiarano:

  • se non è Nikon lo voglio!
  • Per me esiste solo Nikon!
  • Aspetterò la ML di Nikon anche per 50 anni se necessario (i fotografi sono dei grandi ottimisti  😛 )

Cos’è che spinge persone spesso molto preparate e dotate di ampia cultura ad assumere atteggiamenti così “a-razionali”?

Io sono un ingegnere specializzato in modelli matematici e non sono uno psicologo, ma mi sono studiato alcuni libri sul fenomeno del tifo, sulle sue motivazioni e radici.

Ci sono ovviamente tante spiegazioni diversi e tante opinioni, ma essenzialmente i fenomeni sono 2:

  1. L’appartenenza al “branco” che qui non ha nessunissima connotazione negativa :mrgreen:
  2. Il ricordo e l’affetto per tempi e momenti passati che sono fondamentali per il nostro equilibrio psichico.

La questione del branco è piuttosto semplice e riconduce alla “necessità” di appartenere a un “gruppo”, è un evidente retaggio ancestrale della nostra lotta per la sopravvivenza…neanche tanto ancestrale direi…”Dobbiamo” scegliere una parte e poi difenderla. Il contatto con chi la pensa come noi ci dà sicurezza mentre le lotte con i “nemici” sono una semplice conseguenza del testoterone e infatti le lotte per tifo” sono 10-100-1000 volte più frequenti tra uomini che tra donne.Le donne ingaggiano solo come ultima istanza, quando è “inevitabile” e infatti quando ingaggiano sono letali. Noi maschietti invece siamo come gli stambecchi, ci scambiamo tante belle cornate e poi tutti insieme al bar a farci una bella birra.

 

L’appartenenza al branco è praticamente inevitabile e anzi direi che non è da evitare…però entro certi limiti e con una certa autoironia. Il grido “Nikon (o Canon o Fuji o  Sony) o morte” va chiaramente aldilà di questo limite secondo il mio punto di vista.

 

Molto più interessante per me è la seconda motivazione e cioè il ricordo di esperienze vissute in cui l’oggetto del tifo ha giocato una parte importante e fondamentale. Per me è in fondo la motivazione che regola le più importanti decisioni della nostra vita. I nostri anni formativi si chiamano così per un motivo…a volte il ricordo di un minuto vissuto da ragazzi può dare un’impronta a tutta una vita.

Sopra ho scritto che al mio ritorno alla fotografia ho scelto Nikon perchè un mio amico la usava. Vero…parzialmente…in realtà nel mio cuore per tanti anni era rimasta una zona di affetto nata quando da ragazzo avevo visto al cinema, per essere precisi all’Autunno Musicale di Como,  una reprise di Blowup, film già vecchiotto ormai (era del 1966) ma finalmente disponibile nei cinema d’essai e nelle mostre gratuite. La cosa che mi rimase impressa in modo indelebile era il rumore del vento nel parco freddo e autunnale…ma la Nikon era lì e non so come…my love was born…

Momento fondamentale della mia vita fotografica, pur nella sua semplicità e banalità.

Quindi …capisco. Ma ricordiamoci una cosa: gli uomini che lavorano oggi per Nikon (o Canon o… Ferrari) non sono gli stessi che vi lavoravano 30 anni fa. Sono persone che oggi lavorano per Canon e domani lavoreranno per Nikon, che oggi lavorano per la Ferrari e domani per la Trabant :mrgreen:   Neppure la proprietà in molti casi è la stessa. Soltanto il vago concetto del nome è lo stesso!…ma è pochissimo, è un labile legame che vive solo nella nostra testa. Noi non gli dobbiamo niente.

 

Quindi: non per un ricordo rinuncio al futuro. Ho usato per qualche giorno una D850, bellissima macchina…ma “dolorosamente” obsoleta. Ho passato più tempo a tarare l’AF che a fotografare e il bataclan dello specchio mi ha sorpreso per la sua violenza! Quando ho ripreso in mano la mia Sony A7RIII è stato un vero sollievo, bella, piccola, silenziosa e con ottiche di una qualità che Nikon purtroppo non ha nel suo listino. Un salto nel futuro: ecco le parole per descrivere la mia sensazione quando ho ripreso la mia Sony ML. Perchè mai dovrei continuare a soffrire con una cosa vecchia e superata? solo perchè ho un bellissimo ricordo che mi lega al suo nome? Nah…

 

Quindi cari amici tifosi…tifare è bello, ma ho un suggerimento per voi: tenetevi una bella Nikon (o Canon) in vetrina, ogni tanto la spolverate (non fatele mai vedere la nuova Sony), magari le fate anche qualche carezza…ma poi prendetevi una bella ML e non aspettate di diventare vecchi per usare le nuove incredibili tecnologie che sono disponibili…OGGI! Life is too short to wait…

 

 

 

Batterie NP-FZ100 Compatibili: attenzione!! rischio di danni

Recentemente, dopo lunga attesa, sono state rese disponibili le batterie NP-FZ100 “compatibili” (cioè non originali SONY) per le fotocamere A9, A7RIII e A7III.

Io ne ho provate due di marche note e tradizionalmente affidabili e purtroppo devo riportare che ho avuto grossi problemi.

In sostanza l’amperaggio e cioè la corrente fornita da queste batterie è risultata ok quando usavo obiettivi piccoli a basso consumo di corrente come per esempio il SONY FE 28mm f/2, ma ha portato a grossi problemi se usata con obiettivi come lo zoom 70-200mm f/2.8 GM. Questo zoom richiede un flusso cospicuo di corrente per il sistema di stabilizzazione avanzato e per la messa a fuoco che deve spostare masse importanti di vetro e metallo/plastica, flusso che evidentemente le batterie “compatibili” non sono in grado di erogare.

Risultato: mirino non funzionante, schermo che si accende a intermittenza, obiettivo che gracchia per vari secondi e macchina soggetta a lunghi periodi di blocco totale con serio rischio cardiaco per l’utente 👿 

Il mio consiglio è NON USATE LE BATTERIE NP-FZ100  non originali almeno fino a che non saranno stati risolti questi problemi. E’ assurdo rischiare materiale che costa 2-3-4000 € per risparmiarne 50. Notate che io non sono un integralista contrario alle batterie compatibili sempre e comunque. La mia opposizione si riferisce a questo caso particolare. E’ un caso particolare, ma molto serio.

Zoom 70-200mm/2.8: Sony GM vs Nikon VRI vs Nikon VRII

Ho avuto la possibilità di usare per qualche giorno una Nikon D850 con alcuni obiettivi. Della D850 parlerò in un altro articolo, adesso parliamo degli zoom 70-200mm f/2.8!

Purtroppo non era disponibile lo zoom Nikon 70-200 f/2.8 FL (chiamato a volte VRIII) e ho dovuto accontentarmi del VRII al quale ho affiancato il mio VRI che ancora posseggo in ricordo dei miei trascorsi Nikon. Quindi…sì… questo test ha un valore relativo perché manca il Nikon più recente, ma io mi sono divertito lo stesso a farlo e spero che voi vi divertiate a leggerlo.

Attenzione: questo non è un test completo, è solo una veloce valutazione della risoluzione,  a una focale sola (e cioè 200mm) e a una sola apertura (e cioè f/2.8). Un obiettivo deve essere giudicato per molte altre proprietà anche più importanti della risoluzione, a seconda delle applicazioni.

 

Ho lavorato con le seguenti ottiche/fotocamere:

  • Nikon 70-200mm f/2.8 VRI su Nikon D850
  • Nikon 70-200mm f/2.8 VRII su Nikon D850
  • Sony 70-200mm f/2.8 GM su Sony A7RIII

Premessa doverosa: è chiaro e ovvio che i due vecchi zoom Nikon non possono competere col nuovissimo Sony che ha quasi 10 anni di meno. Lo scopo del test era quello di verificare innanzitutto la differenza tra i due Nikon VRI e VRII e poi quello di capire che differenza di performance esiste oggi tra uno zoom moderno come il GM e questi due “vecchietti”.

Il vero test sarebbe stato quello con il nuovo Nikon FL ma, come detto, non è arrivato 😥 speriamo di averlo in un prossimo futuro.

Facciamo un po’ di storia.

 

1. Il VRI fu introdotto nel 2003, quindi in piena epoca APS per Nikon che avrebbe introdotto la sua prima Full Frame e cioè la D3, solo nel 2007. Nikon aveva progettato il suo VRI per essere “anche” compatibile con una futura FF, ma la priorità erano le APS tra cui ricordo le D2x e la D200 ancora con piacere. Lo zoom era una bomba su APS, con un’eccellente stabilizzazione, un ottimo AF oltre a essere costruito come una nave da guerra.

Dal punto di vista ottico era ottimo su APS. Ne ricordo 2 grandi pregi e cioè la risoluzione nelle zone centrali e un bokeh che per molti aspetti non ha ancora oggi uguali tra questo tipo di ottiche.

Il problema venne fuori con il formato pieno e cioè con la D3. Fu Bjørn Rørslett a iniziare una vera campagna stampa contro questa lente criticandone aspramente il comportamento nelle zone periferiche del campo inquadrato: caspita! – diceva il buon Bjørn – la risoluzione è molto scadente e la vignettatura inaccettabile! … la stessa forma così “magra” dell’obiettivo faceva capire che non era stato disegnato per una FF ma per una APS…

Presto si fecero i confronti col penultimo zoom e cioè l’80-200mm f/2.8 AFS che non era VR (e cioè stabilizzato) ma si comportava meglio ai bordi. E così chiunque fosse “qualcuno” procedette a vendere il VRI per prendersi o riprendersi l’AFS. Io che sono sempre stato nessuno, mi tenni il VRI,  ce l’ho ancora e ancora lo uso con la mia bellissima D7200 per i miei viaggi “a rischio”. Siete curiosi di vedere come si comporta oggi su un mostro come la D850? keep reading…

 

2. Il VRII fu dunque la risposta di Nikon alla valanga di critiche ricevute per il comportamento del VRI ai bordi. Fu annunciato nel 2009 e aveva due fondamentali vantaggi rispetto al VRII e cioè una distanza minima di messa a fuoco minore (1.4m vs 1.5) e un’ottima risoluzione anche agli angoli del fotogramma. Purtroppo questi cambiamenti comportarono due grossi punti negativi e cioè:

  • un contrasto a volte insufficiente per via di una dose di “coma
  • e il famoso “focus breathing” e cioè un accorciamento della distanza focale col diminuire della distanza di messa a fuoco. Lo zoom esteso aveva infatti una lunghezza focale di soli 135mm alla minima distanza di messa a fuoco, non solo, ma arrivava a 200mm (forse) solo a distanza superiori a un paio di anni luce 😀 

 

3. Il Sony GM. Fa parte dell’ultima messe di super-obiettivi e se la vede col Nikon FL e il Canon USM L IS II per il titolo di best-in-town. Lo possiedo ormai da qualche mese e ogni volta che lo uso resto stupito dalla sua qualità. Risoluzione, silenziosità, AF, bokeh, contrasto, stabilizzazione, anti-flare…tutto sembra portato ai massimi livelli. Purtroppo costa una cifra…ma se lo vuoi è così!

Questo è dunque un mini-mini-test che vuole solo ripercorrere gli anni ruggenti del 2008-2009 e vedere se le critiche rivolte al VRI erano giustificate.

Iniziamo con un confronto della risoluzione di questi 3 obiettivi a 200mm e f/2.8.

Vedete sotto il crop 100% al centro del fotogramma con la mira ottica messa a circa 3 metri dalla macchina fotografica.

 

E’ importante cliccare sull’immagine per poterla vedere realmente a 1:1 .

 

Le conclusioni che si traggono da questo primo confronto sono:

  1. Il SONY GM è chiaramente il migliore sia in termini di risoluzione che di contrasto
  2. Il Nikon VRI si difende molto bene come risoluzione anche se cede un po’ come contrasto
  3. Il Nikon VRII ha un filo di risoluzione in più del VRI, ma agli effetti pratici direi che non ci sono differenze tra i due Nikon (centro, 200mm, f/2.8)
  4. Si nota che l’immagine del VRII è più piccola, conseguenza del “breathing” e cioè dell’accorciamento della lunghezza focale alle distanze di messa a fuoco ridotte

 

Passiamo all’angolo sinistro in alto. Siamo sempre a 200mm (teorici…per il VRII) e a f/2.8

 

Ricordo che si deve cliccare per vedere l’immagine 1:1

 

Da questa seconda immagine possiamo notare che:

  1. Come previsto il VRI si trova un po’ in difficoltà…ma non come il buon Rørslett voleva farci credere. Avendolo usato per quasi 15 anni su varie Nikon Full Frame tra cui la D3, la D3x e la D800E posso dire che questa limitazione non mi ha mai messo in difficoltà. Il test con la D850 conferma che perfino su una macchina da 45Mpx il difetto è molto relativo.
  2. Il SONY GM conferma la sua straordinaria qualità in termini di risoluzione e contrasto
  3. Il Nikon VRII dimostra di avere effettivamente una risoluzione migliore del VRI agli angoli, ma anche di soffrire di una certa dose di “coma” che annebbia l’immagine e ne riduce la qualità.

Per confermare questi risultati passiamo adesso a un’immagine che mostra ancora lo spigolo sinistro in alto del fotogramma ma ripreso a una distanza di circa 20 metri.

Qui sotto vediamo un’immagine allo spigolo in alto a sinistra, a 200mm e a f/2.8

 

La ripresa a 20metri conferma il risultato della mira ottica a 3metri. VRI un po’ in affanno, VRII decisamente migliore e SONY GM stellare!

 

Adesso vorrei soffermarmi sulla famosa questione del “breathing” e cioè del fatto che il Nikon VRII accorcia la sua focale quando usato a distanze ridotte…per modo di dire ridotte perchè la focale risulta risulta a qualsiasi distanza che non sia l’infinito. Alla minima distanza di messa a fuoco la lunghezza focale effettiva si riduce a soli 135mm.

Vediamo in pratica un ritratto a una distanza di circa 2 metri come cambia per effetto del breathing.

A confronto VRII e Sony GM, sempre a 200mm e f/2.8. Miss Nicole si è gentilmente prestata a fare da modellina 😀 

 

Non c’è che dire…la differenza in termini di lunghezza focale effettiva è imbarazzante. Ricordo che all’epoca questo problema attirò su Nikon critiche molto forti che segnarono il parziale insuccesso (tecnico, non di vendita) anche della seconda versione di questo zoom. I problemi pare siano stati risolti col FL (VRIII) da quello che mi dicono gli amici Nikonisti, spero di provarlo presto per confermare!

Osserviamo un crop di queste immagini qui sotto (fondamentale cliccare!)

 

 

La differenza di risoluzione è netta! Si nota anche la miglior resa (leggermente migliore) della Sony A7RIII rispetto alla Nikon D850 ad alti ISO (qui siamo a ISO 4000). La A7RIII produce file leggermente più puliti a questi livelli di sensibilità. Lo sforzo R&D di Sony ha prodotto sensori con qualità che non sono al momento uguagliabili da nessun altro produttore.

Conclusioni finali:

  1. il SONY GM è un obiettivo moderno e conferma di possedere una qualità superiore ai due Nikon di annata, come è giusto che sia
  2. Il Nikon VRI ha un’ottima risoluzione al centro. Ai bordi soffre, come si sapeva, ma in misura molto minore di quanto viene di solito accreditato e da quanto strumentalmente sbandierato da Rørslett
  3. Il VRII ha risolto il problema della risoluzione ai bordi, ma dimostra in generale un contrasto non ottimale e soffre di una certa dose di coma, visibile non solo sulle alte luci , ma anche nei passaggi netti e contrastati
  4. Il VRII si conferma “portatore” di un terribile “breathing” che accorcia la focale in modo imbarazzante alle distanze brevi e medie, vanificando l’essenza stessa della sua funzione di zoom 70-200 che diventa in pratica un 60-135 o 65-150 in varie situazioni di ripresa.
  5. Alla luce di quanto visto, la mia preferenza tra i due Nikon va al VRI che ai prezzi correnti dell’usato è da considerarsi un vero bargain. Lo sfocato del VRI inoltre secondo me è uno dei migliori in questo tipo di zoom
  6. Il SONY GM appartiene a una categoria superiore di qualità e andrebbe confrontato col Nikon FL che purtroppo non era disponibile in questa tornata. Spero di averlo disponibile in un prossimo futuro per un test di confronto col GM

 

 

16-35GM e 70-200GM: Tempesta in Bacino S. Marco a Venezia.

Lo scorso Venerdì di Pasqua mi trovavo a fare due passi sulla Riva degli Schiavoni quando ho iniziato a sentire dei tuoni anche se il cielo era abbastanza sereno…nello spazio di 5 minuti è inizato un fantastico spettacolo che comprendeva tuoni, lampi, pioggia, vento a raffica e infine una fortissima grandinata che ha lasciato la Riva completamente bianca.

Mi trovavo con 2 corpi e i due zoom 16-35 f/2.8 GM e 70-200 f/2.8 GM e non mi sono lasciato sfuggire l’occasione di riprendere questo meraviglioso spettacolo naturale.

Il segreto, come sempre, stava tutto nella luce che cambiava continuamente creando effetti spettacolari in rapida successione.

La pioggia era veramente intensa e le macchine si sono prese una bella lavata senza accusare il minor problema.

Ho scattato centinaia di foto dato il momento irripetibile e non è stato facile scegliere quelle che mi sembravano le più interessanti.

Interessanti non solo dal punto di vista estetico, ma anche dal punto di vista tecnico, con lo scopo di far intendere ai lettori come funzionano queste lenti sul campo in situazioni abbastanza impegnative. Ci saranno quindi alcuni “doppioni” con caratteristiche leggermente diverse.

 

Ricordatevi di cliccare le immagini per vederle su base 1920 pixel

 

Inizia lo show con pioggia battente, il cielo si scurisce, le persone si affrettano sotto gli ombrelli colorati (meno male non erano neri 😀 ).

Siamo a 16mm

 

 

Le persone si diradano, tutti cercano un rifugio, è chiaro che sta per arrivare una bella lavata!

Ancora a 16mm

 

 

Per ora mi concentro sul 16-35 GM. Scelgo di tenere f/8 perchè da prove fatte mi consente una perfetta iperfocale dal suolo all’infinito purché venga impostata la giusta distanza di messa a fuoco (presto scriverò un articolo spiegando le miei conclusioni e consigli).

Per tutto il tempo della tempesta si è formata e mantenuta una zona di luminosità intensa situata circa tra la fine dell’isola di S. Giorgio e l’inizio della Giudecca che ha portato effetti spettacolari.

Nel frattempo inizio a lavorare anche col 70-200 GM. E’ una lente fantastica e micidiale. Silenziosa, con un AF istantaneo e precisissimo e una risoluzione impressionante anche a TA. Qui sotto siamo a 70mm f/2.8

 

 

 

Il cielo comincia a scurirsi ma sullo sfondo rimane quella bellissima chiazza di luce che mi accompagnerà per tutta la durata dello show

Qui siamo a 35mm, sempre f/8

 

 

Qui sotto: trovo molto poetico l’atteggiamento delle persone che nonostante la pioggia, si fermano ad ammirare la bellezza di questo spettacolo naturale. E’ una forma di meditazione che unisce l’ammirazione per gli eventi naturali alle opere dell’Uomo.

16mm f/8

 

 

Le cose cominciano a farsi scure e lo spettacolo diventa grandioso. Il cielo è quasi nero da una parte (a Est) e addirittura con chiazze azzurre a Ovest

16mm f/8

 

 

Qui sotto siamo quasi nel clou della tempesta. La pioggia ha ceduto il posto alla grandine che comincia a cadere fitta fitta e con “pietre” dal diametro di1-2 cm.

Il “magico” spot di luce sopra S. Giorgio però è ancora acceso!

16mm f/8

 

 

Qui sotto abbiamo sicuramente il momento “Nero”.Sembra che qualcuno abbia “spento” la luce, la grandne cade in quantità enorme e i tuoni si ripetono a breve distanza uno dall’altro.

35mm f/8

 

 

Nonostante la grandine c’è qualcuno che non può aspettare e attraversa la Riva a passo spedito con la sua borsa griffata

25mm f/8

 

 

Ma cosa succede là in fondo, dietro a S. Giorgio e verso la Giudecca? (vedete la Chiesa del Redentore sullo sfondo).

Diamo un’occhiatina col 70-200 GM a 125mm f/2.8

 

 

Chi non si ferma “mai” sono i vaporetti che continuano le loro corse..e sono sempre in orario! (come fanno?)

 

 

Lo spettacolo è finito, resta una fitta coltre di ghiaccio sul pavimento della Riva e i turisti che stanno attenti a non scivolare…o comunque a ad aver un selfie pronto se dovesse succedere :mrgreen:

70mm f/2.8

 

 

Anche nel mezzo della grandinata i gabbiani continuavano a volare e mi faceva un po’ pena pensare a che botte si dovessero prendere sulle loro testoline ogni volta che gli cadeva una “pietra” di grandine…poareti

200mm f/2.8

 

 

Certe volte usciamo di casa con la fotocamera solo per fare due passi e vedere se salta fuori qualcosa di interessante. Di solito NON salta fuori niente di interessante 😉 , ma certe volte ci troviamo davanti a spettacoli imprevisti, a volte bellissimi come questo…against all odds

Dal punto di vista tecnico queste immagini non erano particolarmente impegnative (ISO bassi, soggetti fermi, a parte il gabbiano), ma la trasparenza e purezza delle immagini è l’aspetto che mi colpisce ogni volta che uso questi obiettivi. E’ una caratteristica molto speciale e che io non ho trovato sul materiale Nikon che usavo in precedenza. In questo senso Sony ha sicuramente un vantaggio netto.

La protezione dei corpi e degli obiettivi è stata perfetta per questo tipo di condizioni. Una volta arrivato a casa ho asciugato il materiale con cura e non ci sono stati problemi di nessun genere. A scanso di equivoci comunque avevo montato un filtro di protezione e il paraluce su entrambe le lenti.